Stereotipi e miti sullo Psicologo Psicoterapeuta

12.09.2013 16:11

Ci sono alcuni stereotipi e miti che riguardano la figura dello Psicologo Psicoterapeuta, che vorrei condividere e portare alla luce.

Il primo riguarda l'idea che, se una persona si rivolge ad uno Psicologo Psicoterapeuta, sia pazza oppure lo stia per diventare. Chiunque può accumulare livelli di stress elevati o può attraversare dei momenti di particolare difficoltà, in cui le proprie risorse non sembrano essere sufficienti a fronteggiare la situazione. In questi casi possono verificarsi sofferenze di vario tipo in cui i sintomi presentati solitamente sono espressione di un malessere interiore. In tali circostanze cercare l'aiuto di un professionista è sinonimo di forza e di voglia di vivere la vita nel migliore dei modi possibile, riprendendone il timone nelle proprie mani.

Un secondo stereotipo riguarda la credenza che lo Psicologo Psicoterapeuta dia consigli e risolva tutti i problemi della persona che si rivolge a lui. In  realtà ciò che il professionista fa è creare un clima caldo, sicuro e accogliente affinchè la persona possa fidarsi e raccontarsi, esplorare la/le difficoltà che porta, sentire e vivere le emozioni, fare collegamenti esperenziali, effettuare ristrutturazioni di credenze e valori personali. In questo modo la persona riacquisterà il contatto con il proprio sè, dal quale si era distaccata per svariati motivi. Lo Psicologo Psicoterapeuta faciliterà questo processo di riacquisizione di contatto e l'attivazione delle risorse personali di chi ha chiesto aiuto. Davanti ad un problema che l'altro porta, il professionista non darà consigli per risolvere la situazione, ma cercherà, insieme al cliente, di trovare un modo per fronteggiarla al meglio.

Un terzo stereotipo riguarda il fatto che alcune persone pensano che uno Psicologo Psicoterapeuta sappia cosa passa nella mente delle persone o che capisca tutto di una persona semplicemente guardandola. Ognuno di noi è il miglior esperto di se stesso ed il professionista è un essere umano proprio come le persone che lo contattano per chiedere aiuto. Conoscerà solo ciò che la persona vorrà fargli conoscere. Non sa leggere nei pensieri e non ha poteri nè strumenti magici che gli permettano di risolvere con qualche formula i problemi delle persone.